QUALE LA DIFFERENZA?
L’ipotiroidismo è una condizione che si verifica quando la tiroide non produce abbastanza ormoni chiamati appunto tiroidei, importantissimi ai fini del buon funzionamento del nostro organismo, perché:
- Regolano il metabolismo;
- Aiutano a controllare il peso e la temperatura corporea;
- Migliorano l’energia mentale e fisica;
- Favoriscono il processo di crescita e sviluppo nei bambini;
- Ottimizzano la funzione delle gonadi maschili (testicoli) e femminili (ovaie) e la fertilità;
- Regolano l’attività di altre ghiandole, organi e apparati.
Quando la tiroide non funziona, il corpo rallenta e questo porta ad una serie di sintomi che possono influire negativamente sulla qualità della vita.
IPOTIROIDISMO CLINICO
Questa è la forma di ipotiroidismo conclamata
La tiroide non riesce a produrre ormoni tiroidei a sufficienza per cui l’ipofisi secerne una maggiore quantità di TSH (ormone tireostimolante) al fine di indurre la tiroide a lavorare di più.
Quanto più alto è il TSH tanto più grave e la condizione di ipotirodismo.
I sintomi che accompagnano l’ipotiroidismo clinico sono piuttosto evidenti e possono includere:
- Stanchezza estrema: ci si sente sempre stanchi anche dopo aver riposato bene;
- Aumento di peso perché il metabolismo rallenta;
- Sensibilità al freddo: si sente freddo anche in ambienti ben riscaldati:
- Umore basso: depressione e sensazione di tristezza;
- Pelle secca e capelli fragili.
IPOTIROIDISMO SUBCLINICO
Questa è la forma più “leggera” di ipotiroidismo e, spesso, più difficile da identificare.
In questo caso i livelli di TSH sono un po’ più alti rispetto ai valori normali oppure vicini al limite massimo il che significa che l’ipofisi ha iniziato a stimolare un po’ di più, la tiroide, che, anche se non sta operando perfettamente, produce una quantità di ormoni tali da mantenere, da un punto di vista funzionale, un sufficiente equilibrio nel corpo.
Quando si sospetta la presenza di un ipotiroidismo subclinico, pur in assenza di sintomi evidenti, è consigliabile consultare l’endocrinologo che, sulla base dei valori di TSH riscontrati e di eventuali ulteriori indagini che riterrà opportuno prescrivere, valuterà se intervenire o meno con le più appropriate terapie che il caso suggerisce.