L’aterosclerosi è una malattia cronica dovuta alla formazione di placche o ateromi sulle pareti interne delle arterie di medio e grosso calibro(carotidee, coronariche , femorali ,renali , quelle dell’aorta , polmonari e mesenteriche che veicolano il sangue all’intestino).Le arterie sono dei vasi da non considerare come dei semplici tubi ,all’interno dei quali scorre il sangue dal cuore ad organi e tessuti periferici, ma come dispositivi che hanno modalità di funzionamento molto complesse e sofisticate. Le loro pareti sono composte da tre tuniche disposte una sull’altra:
1. La tunica esterna o avventizia, composta da tessuto connettivo fibroso che serve a dare integrità alla parete delle arterie , per impedirne la deformazione o eventuale rottura in caso di eccessivo aumento della pressione interna.
2. La tunica media , costituita da tessuto muscolare liscio. Tra la tunica media e la tunica intima c’è uno strato di tessuto connettivo che serve a dare elasticità.
3.La tunica intima, composta da un singolo strato di cellule endoteliali che rivestono l’interno dell’arteria e sono a diretto contatto con il sangue. Le cellule endoteliali, oltre a funzionare da barriera di separazione che controlla selettivamente il passaggio di molecole dal sangue ai tessuti limitrofi e viceversa, secernono, sotto stimolo, sostanze necessarie al buon funzionamento delle arterie stesse.
Il processo di formazione di un ateroma è un processo molto lento che si sviluppa nel corso di anni o addirittura decenni, fin dalla prima decade di vita e vede come protagonista principale il tessuto endoteliale che ,In condizioni normali, in risposta a:
Stimoli meccanici ( turbolenze ,ipertensione,ecc.) ,stimoli biochimici di sostanze prodotte localmente ,come l’ossido nitrico(NO), e di sostanze prodotte lontano ,provvedono a regolare :
Il tono vascolare ,mantenendo costanti i valori pressori; La fluidità del sangue ,impedendo fenomeni di trombofilia.
PRINCIPALI FATTORI DI RISCHIO ALLA BASE DELL’ATEROSCLEROSI:
1) DISLIPEMIA ( con alterazione dei livelli di colesterolo, trigliceridi aumento colesterolo LDL e LDL ossidato , diminuzione del colesterolo HDL).
2) OBESITA’ ADDOMINALE , diabete di tipo 2 ,insulinoresistenza
3) IPEROMOCISTEINA , aumento della LIPOPROTEINA (a) .
4) SEDENTARIETA’ ,abuso di ALCOL, alimentazione SCORRETTA (ricca soprattutto di grassi saturi).
5) STRESS OSSIDATIVO ,dovuto alla produzione di radicali liberi ; FUMO , una delle cause di aumento dei radicali liberi.
6) PROCESSI INFIAMMATORI ( da ricordare che il grasso viscerale dell’obesità addominale è uno dei maggiori produttori di citochine pro infiammatorie).
7) LESIONI MECCANICHE ( ipertensione e turbolenza del sangue ,specie nelle zone di biforcazione delle arterie,possono provocare lesioni endoteliali).
8) ETA’, ALTERAZIONE DI FATTORI GENETICI (Numerosi studi sono in corso per chiarire le basi genetiche della patologia aterosclerotica onde poter identificare nuovi meccanismi patogenetici, precedentemente sconosciuti, e quindi di suggerire nuovi potenziali bersagli terapeutici).
UNO O L’ INSIEME DI QUESTI FATTORI DI RISCHIO POSSONO PROVOCARE UN DANNO A LIVELLO ENDOTELIALE,ATTIVANDO I SEGUENTI PROCESSI:
–Infiltrazione di LDL ed LDL ossidate nei punti dove si è verificata la lesione.
–Produzione di citochine pro infiammatorie da parte delle cellule endoteliali e muscolari che hanno la funzione di richiamare leucociti , monociti e piastrine per riparare il danno vascolare.
-Trasformazione dei monociti in macrofagi che ,dopo aver fagocitato le LDL ossidate ,diventano cellule schiumose.
Se il processo si arresta in questa prima fase , si forma ,sulla tunica intima dell’arteria, la “ STRIA LIPIDICA” ,sottile accumulo di lipidI come trigliceridi,fosfolipidi, colesterolo,che non è stato fagocitato e cellule schiumose.
Nel corso dei mesi e degli anni(anche decenni),per il perdurare ed il reiterarsi delle cause che hanno provocato danni al tessuto endoteliale, la stria lipidica si trasforma in placca ,formata da un centro( core ),costituito da lipidi( colesterolo,trigliceridi, fosfolipidi ,cellule schiumose,sangue , costituenti del sangue ( globuli rossi, globuli bianchi,piastrine) e tessuto necrotico ,circondata da un cappuccio fibroso, formato da cellule muscolari lisce che migrano dalla tunica media e che ha la funzione di separare il sangue dalla lesione. Sul cappuccio fibroso si possono depositare sali di calcio ,trasformando la placca in “placca complicata” che conferisce rigidità all’arteria con conseguente ulteriore perdita in elasticità.
Nel tempo la placca: -Può rimanere stabile ed il suo aumento di volume può provocare un progressivo restringimento del lume vascolare con conseguente limitazione del flusso ematico .
–Potrebbe anche andare incontro a progressive fessurazioni e rotture, trasformandosi in “placca vulnerabile o instabile”.La lesione della placca è probabilmente dovuta ad una degradazione del cappuccio fibroso per il rilascio di enzimi proteolitici come la metalloproteinasi , rilasciata dai macrofagi attivati.La rottura della placca scatena la formazione di coaguli di sangue (trombi) nel sito della lesione che possono ostruire completamente il vaso o staccarsi ed essere trasportati in altre parti del sistema circolatorio,causando eventi cardiovascolari acuti e,potenzialmente, letali come :
TROMBOSI , INFARTO DEL MIOCARDIO , ICTUS , ANGINA INSTABILE , EMBOLIA.