MONONUCLEOSI INFETTIVA

La mononucleosi infettiva è una malattia provocata dal virus di Epstein-Barr (EBV), appartenente alla famiglia degli herpes virus.

La trasmissione del virus avviene per propagazione di materiale salivare dal cavo orale dell'individuo contagiante a quello del contagiato tramite il bacio (perciò la Mononucleosi è chiamata anche "malattia del bacio") o per uso promiscuo di posate e bicchieri, o, nei bambini più piccoli, per l'atto di portare in bocca gli oggetti contaminati.
La trasmissione può avvenire poco prima e durante le manifestazioni cliniche, che sono generalmente precedute da un periodo di incubazione che va dalle quattro alle otto settimane dal contagio.

La malattia si manifesta con sintomi caratterizzati da:

  • febbre, faringite, dolori articolari;
  • linfoadenopatia generalizzata (con interessamento graduale dei linfonodi cervicali, ascellari ed inguinali),
  • splenomegalia (volume aumentato della milza), epatomegalia (volume aumentato del fegato) con alterazioni della funzionalità epatica (transaminasi alte),
  • trombocitopenia (diminuizione delle piastrine), lifocitosi (aumento dei linfociti) e neutropenia (diminuizione dei neutrofili) relativa, comparsa di cellule mononucleate atipiche.

I sintomi persistono, in genere, per due quattro settimane anche se c'è da segnalare che, specialmente negli adulti, la sintomatologia può durare più a lungo ed è, talvolta, associata con la "sindrome da affaticamento cronico".

Il virus, dopo la guarigione, rimane presente, in forma latente nell'organismo per tutta la vita e:
=> può essere eliminato in forma intermittente dalle secrezioni dell'orofaringe;
=> può andare incontro a riacutizzazione, dando origine ad un' infezione secondaria.

DIAGNOSI E ESAMI DI LABORATORIO

La diagnosi di Mononucleosi infettiva si basa sui sintomi e sui dati di laboratorio che permettono di individuare la malattia nelle varie fasi, mediante la determinazione, attraverso prelievo di sangue, degli:

  • Anticorpi anti virus di Epstein-Barr (EBV IgM) denominati anche anticorpi anti virus capsidico IgM (VCA IgM) la cui presenza quasi sempre è associata ad una infezione recente; compaiono quasi subito dopo il contagio e persistono per 4-8 settimane;
  • Anticorpi anti virus capsidico IgG (VCA IgG) che compaiono contemporaneamente o subito dopo gli EBV IgM, e persistono per tutta la vita;
  • Anticorpi anti antigene nucleare IgG (EBNA IgG) che compaiono tardivamente e persistono per tutta la vita.

Tra gli esami sierologici c'è da segnalare anche la ricerca degli Anticorpi IgG diretti contro l'antigene precoce EA (EARLY antigen) - Anticorpi anti EA che compaiono nella fase acuta della malattia, si riducono, in genere, a livelli non dosabili dopo 3-6 mesi e si innalzano nuovamente durante la riattivazione dell' infezione.
La persistenza di anticorpi anti EA è un indice di cronicizzazione della malattia.

Il paziente, reduce da una Infezione primaria, causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), potrebbe andare incontro ad una fase di riattivazione dell' infezione, caratterizzata da una sintomatologia più blanda.

L'INFEZIONE PRIMARIA è caratterizzata:

=> Nella fase iniziale della malattia dalla presenza di anticorpi anti EBV IgM.

=> Nella seconda fase dalla comparsa degli anticorpi anti VCA IgG e dalla scomparsa degli anticorpi anti EBV IgM.

=> Nella terza fase dalla comparsa degli anticorpi anti EBNA IgG.

La fase di RIATTIVAZIONE dell' infezione è caratterizzata dalla contemporanea presenza:

  • di anticorpi anti EBV IgM (prodotti nella recente fase di riattivazione dell' infezione);
  • di anticorpi anti VCA IgG;
  • di anticorpi anti EBNA IgG (prodotti durante la pregressa infezione primaria);
  • di anticorpi anti EA IgG;

 

Un altro metodo di laboratorio, utilizzato per la diagnosi di infezione da EBV prevede la ricerca del DNA del virus di Epstein-Barr mediante la tecnica di diagnostica molecolare "Real time PCR".
L'utilizzo di tale metodo è consigliabile soprattutto quando il quadro clinico e sierologico non sono sufficientemente chiari da permettere la formulazione di una diagnosi certa di Mononucleosi infettiva come, per esempio, può accadere nel caso di sospetta coinfezione del virus di Epstein-Barr (EBV) con il Citomegalovirus o il Parvovirus B19 e di Riattivazione dell'infezione da EBV.


Dott.ssa Biologa PATRIZIA QUAGLIETTA
Responsabile del settore di Immunometria e Coagulazione 
del Centro Bio-Medico dott. M.Papagni -TRANI-
Specialista in Biochimica Clinica