ANTICORPI ANTI FOSFOLIPIDI

Descrizione Esame: ANTICORPI ANTI FOSFOLIPIDI


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Gli anticorpi anti fosfolipidi costituiscono una categoria ampia ed eterogenea di anticorpi diretti contro i fosfolipidi o contro le proteine circolanti nel sangue che si legano ai fosfolipidi ( esempi di proteine sono la beta2 glicoproteina I, la protrombina, l'annessina V ecc.).
Tra i più importanti di questi anticorpi (e percio' dosati nella pratica clinica) ricordiamo gli a.a.Cardiolipina IgG-IgM e gli anti B2 glicoproteina IgG-IgM. In aggiunta viene spesso valutato il cosiddetto Lupus Anticoagulans (LAC) (per maggiori approfondimenti leggi scheda Lupus Anticoagulans).
Essi vengono richiesti quando si sospetta la presenza della sindrome da APS (da anticorpi anti fosfolipidi)

(leggi articolo Sindrome da Anticorpi Anti fosfolipidi), che è una malattia autoimmune che si accompagna ad:
-> episodi trombotici recidivanti
-> aborti ricorrenti
-> piastrinopenia
-> un aPTT prolungato

In poco più della metà dei casi la sindrome si presenta come entità a sè stante (forma primitiva) mentre nei restanti casi (forma secondaria) si associa :
-> ad alre malattie autoimmuni (in particolare il LES)

o compare:

-> in seguito ad assunzione di farmaci;
-> dopo aver contratto infezioni;
-> nei soggetti anziani


Sebbene la positività di tutti e tre i tests (Anticorpi Anti Cardiolipina IgG - IgM - Anticorpi Anti Beta2 Glicoproteina IgG - IgM - Lupus Anticoagulans )accresca notevolmente il rischio trombotico, per la diagnosi di APS non è necessario che siano tutti e tre positivi; è sufficente che anche uno solo di essi resti positivo nel tempo.

 

C'è inoltre da precisare che:
-> il valore di questi anticorpi puo' orientare sul rischio, cioè a valori più elevati potrebbe corrispondere un rischio più elevato.
-> la presenza di Anticorpi Anti fosfolipidi non signifca che ci sarà necessariamente una trombosi ma che la concomitante presenza di altri fattori di rischio (quale per es. immobilizzazione, interventi chirurgici importanti, insufficenza venosa cronica, ecc.) potrebbe attivare i processi tromboembolici.